150,00

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Descrizione

ORGANIZZATO DA ORIZZONTESCUOLA, CERTIFICATO DA ARTEDO

Durata del corso : 25 ore

Modalità: online

Materiali: video, dispense, test di valutazione intermedi e finale

Attestato: Si rilascia certificato Miur

Vittorio Lodolo D’Oria, 57 anni, è medico specialista, si occupa del Disagio mentantale Professionale degli insegnanti dal 1998, sviluppandone prevenzione, cura e aspetti
medico-legali. Forma i dirigenti scolastici sulle loro incombenze medico-legali. Tiene corsi di prevenzione sul burnout e sullo Stress Lavoro Correlato nelle scuole del Paese. Ha collaborato con diversi Uffici Scolastici Regionali ed ha pubblicato numerosi studi scientifici sulle malattie professionali dei docenti di cui il primo dal titolo significativo: Quale rischio di patologia psichiatrica per la categoria professionale degli insegnanti? Collabora con numerose riviste del settore ed è autore di tre libri sulla scuola: Scuola di Follia (ArmandoEditore-2005), La Scuola Paziente (Alpes Italia-2009), Pazzi per la Scuola (Alpes Italia-2010).
In pubblicazione il IV volume con l’editore EDISES (Burnout degli insegnanti, le verità nascoste – gennaio 2019).

Introduzione al corso online

Le attività lavorative più esposte al rischio di sviluppare usura psicofisica sono quelle appartenenti alle cosiddette helping profession. Tra queste sono ricomprese i medici, gli psicologi, gli assistenti sociali, gli insegnanti. Tuttavia, diversamente dalle altre, i docenti sono gli unici ad affrontare la propria utenza (alunni e studenti) con singolare modalità e frequenza: più ore al giorno, tutti i giorni lavorativi della settimana, 9 mesi/anno, per cicli di 3 o 5 anni. Il lavoratore viene perciò radiografato e scannerizzato quotidianamente da decine di ragazzi pronti a cogliere e interpretare anche la minima sbavatura comportamentale e attitudinale.

La letteratura scientifica psicologica internazionale ha ampiamente documentato che l’usura psicofisica rappresenta il maggiore rischio professionale per i docenti. Seppure con notevole ritardo, la Medicina del Lavoro e la Psichiatria stanno cominciando a constatare gli effetti di un rischio totalmente trascurato.

Il Testo Unico sulla tutela della salute nei posti di lavoro (art. 28 D. Lgs. 81/08) introduce l’obbligatorietà dell’intervento per prevenire e ridurre gli effetti nocivi dello Stress Lavoro Correlato anche in base all’età ed al genere del lavoratore.

A riguardo della classe docente si pensi che l’83% è donna e l’età media supera i 50 anni mentre lo stesso decreto 81/08 obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute dei lavoratori anche in base a genere ed età.

Per la prima volta nella storia, la tutela della salute compare nel Contratto della Scuola (CdS articolo 22, comma 4, lettera b1: le linee di indirizzo ed i criteri per la tutela della salute nell’ambiente di lavoro), divenendo oggetto di contrattazione integrativa a livello regionale “le linee di indirizzo ed i criteri per la tutela della salute nell’ambiente di lavoro”. Non si comprende come mai la materia non assuma dignità a “livello nazionale” ma ci piace pensare che la questione sia da ricondursi al disatteso DM 382/98 (vecchio di 20 anni) che conferiva al livello regionale (oggi USR) i compiti di formazione dei dirigenti scolastici che, a loro volta, avrebbero dovuto formare i docenti in materia di tutela della salute sul lavoro.

Un secondo aspetto innovativo del CdS riguarda il coinvolgimento del sindacato (trattasi infatti del Titolo I: Relazioni Sindacali) che, in materia di tutela della salute dei lavoratori non si è mai particolarmente distinto. Prova ne siano le mancate recriminazioni per la totale assenza di fondi istituzionali per la formazione, la prevenzione e il monitoraggio dello Stress Lavoro Correlato (art. 28 DL 81/08) ma, soprattutto, per il mancato riconoscimento delle malattie professionali che oggi determinano la stragrande maggioranza di inidoneità all’insegnamento per motivi di salute (80% di diagnosi sono psichiatriche). In proposito è bene ricordare che nessun sindacato (a eccezione di Gilda e Anief) ha ancora avanzato la richiesta che vengano dischiusi ed elaborati i dati nazionali sulle cause di inidoneità all’insegnamento, in mano all’Ufficio III del Ministero Economia e Finanze, al fine di riconoscere ufficialmente le malattie professionali della categoria professionale. Solo quando avremo a disposizione vere diagnosi mediche (e non parole o allocuzioni dall’ambiguo significato come burnout, SLC, rischi psicosociali) sarà possibile intervenire a favore della salute dei lavoratori facendo monitoraggio e prevenzione o riconoscendo indennizzi.

Procedendo con l’attenta lettura del CdS nel medesimo articolo 22 (comma 8:  la promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo e individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burnout) si osserva che è “oggetto di confronto a livello di istituzione scolastica tra dirigente, RSU e sindacati” anche la “promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo e individuazione delle misure di prevenzione dello SLC e di fenomeni di burnout” (b4). Da una parte possiamo affermare che derubricare la salute del lavoratore a “oggetto di confronto” è certamente riduttivo, ma la nota positiva risiede nell’invito rivolto a istituto scolastico e sindacati a interrogarsi ufficialmente in materia.

Il corso online che viene di seguito proposto nasce col preciso proposito di divenire una guida pratica ed efficace per i docenti e i dirigenti scolastici nel tutelare la salute degli stessi lavoratori.

Le sessioni proposte sono volte a:

  • prevenire l’usura psicofisica attraverso la formazione e l’autovalutazione dei docenti

  • rendere consapevoli gli insegnanti dell’esposizione al rischio di SLC

  • apprendere diritti e doveri di lavoratori e datore di lavoro nella tutela della salute

  • abbattere gli stereotipi sulla professione docente

  • eliminare lo stigma verso il disagio mentale

  • favorire la condivisione del disagio tra colleghi

  • ricorrere all’eventuale orientamento medico quando è il caso;

  • conoscere l’accertamento medico d’ufficio in caso di reale bisogno;

  • ridurre i contenziosi legali e denunce per mobbing verso l’amministrazione.